Si ricomincia

 

 

 

 

 

 

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Si ricomincia.

Si ricomincia a fare tutto ciò che sarà possibile per mettere la palla all’incrocio di queste linee. Un centimetro dentro e sarà gioia, orgoglio, sorrisi. Un centimetro fuori e tutto sarà capovolto. Un po’ come la pallina da tennis che danza sul nastro della rete in “Match Point” di Woody Allen.

Il privilegio di chi si occupa di sport è di poter lavorare quotidianamente all’architettura e alla costruzione di un gesto tecnico o tattico. È un lavoro di una bellezza delicata, definito con una lima a grana sottile, verso la perfezione di qualcosa che perfetto non sarà mai. E tu lo sai anche che perfetto non sarà mai, ma questo non è un motivo valido per rinunciare a provarci.

Tutto ciò ha molto a che fare con un senso dell’estetica riassunto in una meravigliosa scena di un meraviglioso film di sport che si intitola “Momenti di gloria”: su di un prato perfettamente curato il baronetto Lord Lindsay si allena sugli ostacoli bassi sistemando in equilibrio, su ciascuno di essi, alcune coppe di champagne che non dovrà far versare al suo passaggio.

Inizia domani, con la prima partita ufficiale la mia quinta stagione come allenatore della Squadra nazionale italiana. Mi è stato chiesto tante volte, in questi anni, che cosa significa per me. Io non ho mai trovato risposta migliore di questa: non riesco a immaginare che cosa ci possa essere di più grande, dopo. Non ho tempo per pensare al dopo, adesso. Penso all’oggi e penso un po’ anche al passato. Penso a una storia di quattro anni fatta di tante medaglie, penso a un Mondiale sulle cui ferite va sparso regolarmente un po’ di sale, in modo da averne sempre chiaro il ricordo. Penso alle persone le cui storie si sono intrecciate con quella della squadra nazionale. Penso soprattutto che, chiunque sia a indossare questa maglia, debba avere la consapevolezza che non gli appartiene. Questa maglia non appartiene a nessuno di noi. Ci è data in custodia, con la sua storia e la sua magia. Dovremo restituirla un giorno (dopo una partita o dopo trecento non c’è differenza) a qualcun altro che avrà lo stesso privilegio.

È la storia della maglia azzurra. È la storia che meravigliosamente mi ha rapito dal 17 dicembre 2010. È la storia di un’altra stagione che comincia, questa volta dall’altra parte del mondo: ad Adelaide, Australia.

È la storia che mi ha insegnato, ogni giorno, a pensare all’ultimo verso di una poesia di Alfred Tennyson: essere qui, ogni giorno, “To strive, to seek, to find, and not to yeld“. Per non far versare quello champagne in equilibrio sugli ostacoli che salteremo e perché non riesco a immaginare che cosa potrà esserci di più grande dopo.

2 Commenti

  1. io la ringrazio per la sua verità..la seguo curiosa perché l autenticità ripaga sempre. buon lavoro a tutti voi da chi ancora guardando la pallavolo esclama uau…

  2. Спасибо за увлекательное
    чтиво. Воткнул не по детски в энциклопедию истины.
    Как видно из текста, что продвинуться на этом поприще очень легко?
    Всем удачи.

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