Tre cose da dire

Voglio dire tre cose prima che parta in maniera definitiva la nostra stagione, in un’estate che metterà insieme due obiettivi giganteschi: le finali di World League in Italia e il Mondiale in Polonia.Tre cose, così per chiarezza.

La prima.

Per la prima volta da quando alleno la Squadra Nazionale non ho scritto il nome di Cristian Savani nella lista consegnata alla Federazione Internazionale. Quel nome c’era sempre stato e sempre con la “K” di capitano al suo fianco. Quando un allenatore sceglie un capitano ci pensa bene, eccome. Il capitano non è certo “d’ufficio” il più vecchio, quello che gioca sempre titolare, quello che ha più presenze o cose del genere. Il capitano è colui nel quale la Squadra deve rappresentarsi. Cristian è stato il capitano della mia squadra da quando ho incominciato questa avventura in azzurro. Lo è stato nei momenti belli e in quelli complicati. Lo è stato quando eravamo d’accordo e quando abbiamo avuto discussioni. Si è presentato con me in sala stampa dopo tutte le vittorie di cui essere orgogliosi così come dopo quel tipo di sconfitte che … preferiresti essere da un’altra parte. Invece sei lì, a rispondere, proprio perché sei il CT o il capitano. Cristian a ottobre mi ha comunicato la sua intenzione di lasciare la Squadra Nazionale, ne abbiamo parlato a lungo. Ne abbiamo parlato con grande serenità, rispetto e, soprattutto, riconoscenza reciproca. Non ha cambiato idea e, naturalmente, ne aveva il diritto. Ha voluto comunicare la sua decisione con una bella lettera che ho letto alla squadra in uno spogliatoio a Tokyo, al termine della Grand Champions Cup. Naturalmente tutto questo è stato (ed è tuttora) estremamente riservato a chi era in quello spogliatoio perché se capisco che la Squadra Nazionale abbia dei doveri di comunicare alcune delle cose che succedono al suo interno, voi capirete che una Squadra è tale solo se è capace di tenere esclusivamente per sé alcune di queste cose che succedono. Siamo alle porte della stagione 2014, con due obiettivi che non capitano spesso nella carriera di un tecnico o di un atleta. E prima che questa stagioni inizi io voglio ringraziare Cristian, di cuore. Non per le sue qualità di atleta, perché quelle sono facili da riconoscere. Lo voglio ringraziare per quello che ha dato alla maglia azzurra fuori dagli 81 metri quadrati. Ho in mente una fotografia che ricorderò fin che campo: lui, dopo una partita fantastica, primo della fila sul podio di Londra. Lui, chinato a ricevere la medaglia olimpica e un attimo dopo a sfilarsi da sotto la tuta la maglia n. 16 di Vigor Bovolenta. Non serve aggiungere altro. Grazie di tutto, Cristian.

La seconda.

In questo momento è in corso una bellissima finale Scudetto che vede protagonisti sei fantastici atleti della nostra Squadra. Tutti stanno dando il meglio di loro stessi di fronte a due tifoserie meravigliose. Chiunque, giustamente, dice che questo è un grande spot per la nostra pallavolo. Vero. Ma si sono altre due tifoserie, storiche, caldissime, che stanno soffrendo e stanno manifestando il loro affetto per qualche cosa di bello, coinvolgente, che hanno avuto sotto agli occhi per tanti anni. Lo stanno facendo con civiltà e con il coraggio delle proprie azioni. Entrambe hanno avuto l’onore di festeggiare uno Scudetto e di celebrarlo in un modo indimenticabile. Io non entro nel merito del come queste due vicende termineranno né sulle ragioni che le hanno determinate, anche perché non ne ho la minima idea. Dico semplicemente che bisogna avere rispetto. Rispetto tanto per chi ha investito denaro e tempo e offerto quello spettacolo per la propria città, Scudetti compresi, per tanti anni quanto per questa gente che sta manifestando, anzi urlando, il proprio amore nei confronti di una cosa in cui ci si è riconosciuti, che ha scandito anni della propria vita, che ha generato emozioni, che ha fatto sentire orgogliosi. L’immagine di un singolo tifoso che entra sul campo da gioco con in mano la sua carta di identità e saluta la sua squadra stringendo la mano ai suoi giocatori forse, tecnicamente, si configurerà come un’invasione di campo. Per me resta un gesto di una bellezza nobile, una di quelle cose che si possono fare solo per provare a difendere un grande amore o un grande ideale. Un gesto di coerenza e di passione. Dio sa quanto abbiamo bisogno di entrambi. Scriveva Antonio Gramsci: “Odio gli indifferenti”. Gli indifferenti, quelli che dicono: “te l’avevo detto” e quelli che giudicano dal caldo di casa.

La terza.

Dopo questa settimana, fatta prevalentemente di test, al Centro Olimpico dell’Acqua Acetosa a Roma ci raduneremo a Cavalese, in attesa dell’arrivo degli atleti impegnati nelle finali Scudetto e del Mondiale per club. Per questo motivo resteremo anche in attesa del nostro nuovo capitano: Emanuele Birarelli. Scelgo lui per parlare a me stesso, alle persone del mio staff e a tutti gli atleti che vestiranno la maglia azzurra in questa stagione. Auguro il mio in bocca al lupo al nostro nuovo capitano, anche lui testimone vivente di una storia personale speciale. Gli auguro decine di trofei sollevati da capitano ricordando a lui e a me stesso che questa maglia ha nell’intreccio del suo stesso tessuto quelle storie di affetto, di entusiasmo, di sogni, di arrabbiature, di delusioni, di passione che sono rappresentate nelle prime due cose che volevo dire, nelle due immagini che ho provato a descrivere e che avete trovato qui sopra. Non voglio dimenticarlo mai. Non voglio che ce lo dimentichiamo mai. In fondo chi fa il mio lavoro altro non deve fare che allenare al desiderio e alla libertà di sognare.

15 Commenti

  1. Angelo

    Grande Mister se una grande persona e il nostro sport non può farne a meno ….ciao

    • BIANCA

      Carissimo Mauro forse l’ho già scritto altre volte ma ti ammiro molto come tecnico e come persona! Sono molto dispiaciuta per la decisione di Cristian, ma anche molto felice della tua scelta del nuovo capitano! Emanuele è bravissimo e poi…scusa ma sono orgogliosa perché è di Ostra vicino Senigallia, dove io insegno ormai da tre anni. Alcune mie alunne lo conoscono, lo incontrano nei rari momenti in cui raggiunge la sua famiglia. Buon lavoro e …speriamo buoni risultati!

  2. alberto

    …ho letto d’un fiato sempre…come tutte le “cose” che Lei scrive, entusiasta quando sport, cultura, passione si coniugano producendo emozione e commozione, vera…per i valori che le parole esprimono (le parole sono l’impronta dell’anima “antonio tabucchi”)…abito la pallavolo da tanti anni, da quando la e.zoli pontedera (serie B) fu costretta “economicamente” a migrare a Pisa…CUS Pisa con cui raggiunse e mantenne per molti anni la serie A (i Giapponesi di Claudio Piazza con tre Azzurri Innocenti Lazzeroni Nassi -K- nel Gabbiano d’Argento di Carmelo Pittera)…quante situazioni come quella squadra, ho visto dissolversi nel nulla, in tutti questi anni, dal palcoscenico della massima serie e dalla pallavolo in assoluto : grandi squadre…Firenze,Catania, Milano, Roma, Parma, Treviso. Il Volley ha titoli di club e di nazionale (un totem, un vero aggregante naturale)che nessun altro sport italiano può vantare..eppure (vedasi le vicende richiamate “nella seconda cosa”) sembra che a questo movimento “manchi sempre un centesimo per fare una lira”….

  3. Paolo

    Quando tornerai in piscina a Grugliasco a fare due vasche, ci sara’ ancora un omone che avra’ una ragione in piu’ per stringerti la mano.

  4. alberto

    ops…rimasta Torino nella tastiera…

  5. Luana

    Mauro,io vorrei che tu fossi l’allenatore a vita di questa Nazionale (e forse anche di qualche squadra di campionato)perchè la tua sensibilità porta a vedere i giocatori come uomini,a rispettarli,a spronarli a farli crescere anche negli errori.Le tue parole verso Cristian Savani sono bellissime e per quanto anche a me sia dispiaciuto non leggere il suo nome tra i convocati,rispetto la sua scelta,la tua di rispettare òa sua e quella di Emanuele Birarelli che,a tutto titolo e con tutta l’esperienza che già ha,saprà dare il suo prezioso contributo alla squadra.Manca poco e poi sarà di nuovo Italvolley,e voi siete una delle pochissime cose per cui vado fiera di essere italiana.Grazie.

  6. MASSIMO

    Grazie .Hai reso chiaro a chi ancora non lo sapesse cosa vuole dire “CAPITANO”. Appena possibile ne faro’ partecipi le mie ragazze in palestra.
    Grazie ancora Max

  7. lucy

    anche io come lei non mollo mai i sogni……..per questo la leggo e la stimo come allenatore,sono una semplice cittadina che ama la pallavolo e le storie d amore impegno e passione ..e quella che ha lei con la squadra mi sembra lo sia. buon primo maggio ! incrocio le dita..luciana

  8. Susanna

    Ormai manca poco al fischio d’inizio della prima partita.. Vi state preparando a quel momento e a tutti quelli che seguiranno.. Pronti a regalarci nuove emozioni.. E nell’attesa di quel fischio le tue parole iniziano già ad emozionarci.. Grazie!! In bocca al lupo e buon lavoro!!

  9. Mario

    Non ho mai avuto modo di “incrociarla” personalmente, ma è bastato leggere quanto scritto in precedenza per capire quanto sia importante per il movimento un allenatore (ma mi piacerebbe dire “un uomo”) come lei. Le auguro di continuare a vivere questa avventura nel miglior modo possibile ed a continuare a trasmettere “valori” che troppo spesso vengono messi da parte. In bocca al lupo.

  10. Fabio

    Sto frequentando il corso di primo grado come allenatore e lo faccio, oltre per l’immenso amore e l’immensa passione che ho per questo sport, perché ci sono allenatori come te che sono un punto di riferimento e un modello da seguire ed ambire.
    In bocca al lupo per il lavoro dei prossimi mesi e forza azzurri!

  11. Berruto oltre ad essere un grande allenatore, sei un poeta dell’anima!
    Amo la pallavolo, grande sport fatto di uomini e donne leali, puliti, corretti. Forza azzurri!

  12. ELENA

    NON METTO IN DISCUSSIONE LE SUE CAPACITA,MA VEDO CHE DRAGAN è ANCORA IL TITOLARE DELLA NOSTRA NAZIONALE…SPERO DI VEDERE IN CAMPO ANCHE BARANOWICZ GRANDE ALZATORE,GIOVANE E COMUNQUE CON MOLTA PIU FANTASIA DI GIOCO DI DRAGAN !!!!!! FORZA ITALIA

  13. Irene

    Mauro scusa a che ora vi allenate al Mandela forum per la final six? E che giorni?

  14. CHRISTIAN

    un grande come sempre mister BERRUTO in bocca al lupo per tutto

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