Cari genitori,

Cari genitori,

 

mi rivolgo a voi in quanto esseri adulti, razionali e con la testa ben piantata sulle spalle. Preferisco essere proprio io a dirvelo, con cognizione di causa e prima che lo scopriate sulla vostra pelle: la pallavolo è lo sport più pericoloso che esista.

Vi hanno ingannato per anni con la storia della rete, della mancanza di contatto fisico, del fair play. Ci siamo cascati tutti, io per primo, il rischio è molto più profondo subdolo. Prima di tutto questa cosa del passaggio…In un mondo dove il campione è colui che risolve le partite da solo, la pallavolo, cosa si inventa? Se uno ferma la palla o cerca di controllarla toccandola due volte consecutivamente, l’arbitro fischia il fallo e gliavversari fanno il punto. Diabolico ed antistorico: il passaggio come gesto obbligatorio per regolamento in un mondo che insegna a tenersi strette le proprie cose, i propri privilegi, i propri sogni, i propri obiettivi. Poi quella antipatica necessità di muoversi in tanti in uno spazio molto piccolo. Anzi lo spazio più piccolo di tutti gli sport di squadra! 81 metri quadrati appena… Accidenti, ci mettiamo tanto ad insegnare ai nostri figli di girare al largo da certa gentaglia, a cibarsi di individualismo (perché è risaputo che chi fa da sé fa per tre), a tenersi distanti da quelli un po’ troppo diversi e poi li vediamo tutti ammassati in pochi metri quadrati, a dover muoversi in maniera dannatamente sincronica, rispettando ruoli precisi, addirittura (orrore) scambiandosi ‘cinque’ in continuazione.

Non c’è nessuno che può schiacciare se non c’è un altro che alza, nessuno che può alzare se non c’è un altro che ha ricevuto la battuta avversaria. Una fastidiosa interdipendenza che tanto è fondamentale per lo sviluppo del gioco che rappresenta una perfetta antitesi del concetto con cui noi siamo cresciuti e che si fondava sulla legge: ‘La palla è mia e qui non gioca più nessuno’. Infine ci si mette anche il punteggio e il suo continuo riazzeramento alla fine di ogni set. Ovvero, pensateci: hai fatto tutto benissimo e hai vinto il primo set? Devi ricominciare da capo nel secondo. Devi ritrovare energia, motivazioni, qualità tecniche e morali. Quello che hai fatto prima (anche se era perfetto) non basta più, devi rimetterlo in gioco. Viceversa, hai perso il set precedente? Hai una nuova oggettiva opportunità di ricominciare da capo. Assolutamente inaccettabile per noi adulti che lottiamo per tutta la vita per costruire la nostra zona di comfort dalla quale, una volta che ci caschiamo dentro, guai al mondo di pensare di uscire. Insomma questa pallavolo dove la squadra conta cento volte più del singolo, dove i propri sogni individuali non possono che essere realizzati attraverso la squadra, dove sei chiamato a rimettere in gioco sempre ed inevitabilmente quello che hai fatto, diciamocelo chiaramente, è uno sport da sovversivi! Potrebbe far crescere migliaia di ragazzi e ragazze che credono nella forza e nella bellezza della squadra, del collettivo e della comunità. Non vorrete correre questo rischio, vero?  Anche perché, vi avviso, se deciderete di farlo… non tornerete più indietro.

 

Mauro Berruto

Commissario Tecnico della nazionale maschile di pallavolo

(Testo pubblicato sul volume ‘Sogni di gloria. Genitori, figli e tutti gli sport del momento’ della collana ‘Save the parents’ di Scuola Holden edito da Feltrinelli)

83 Commenti

  1. paolo

    Standing ovation

    • cLAUDIO

      Applauso!!!

    • Francesco

      Non sono così sicuro di essere un sovversivo pur giocando a pallavolo

    • piergiorgio

      solo un granata poteva poteva scrivere queste parole di insegnamento
      sullo sport piu’ bello del mondo
      complimentoniiiiiii

    • Massimo volleydipendente Meazza

      GRAZIE immenso C. T. per queste parole! Un grazie sinceramente commosso da un padre che purtroppo non può condividere la passione più bella del mondo con nessuno in famiglia.

    • Marco

      Un Grande !!

  2. lorenzo

    pura poesia…grande Mauro!!

  3. La appendo alla palestra dove gioca mia figlia.

  4. Luca T.

    Grazie Mauro!
    Da pallavolista un solo immenso grazie!
    Soffro tantissimo nel vedere questo movimento che si sta distruggendo in cosi poco tempo.
    Abbiamo bisogno di sempre più ragazzi, sempre più visibilità, sempre più gioia in questo sport!

  5. Daniele

    Bellissimo, lo farò leggere alla squadra. Se hai troppo ego è uno sport che te lo frantuma, o non è il tuo sport.

  6. Cristiano Fuoco

    Commovente!!! La vita dovrebbe essere come la pallavolo… La pallavolo è la vita!

  7. grande mister Berruto! non servono commenti per commentare la perfezione…

  8. E’ il senso giusto della vita

  9. Isabella Mignani

    Non avrei potuto trovare parole migliori per spiegare il perchè ho dedicato e dedico gran parte della mia vita a questo sport.
    Da brividi.
    Grazie Ct

  10. Davvero grandioso!!! mitico Mauro!!!

  11. cristina

    Stima ….la pallavolo come scelta di vita!

  12. Luciano

    Senza parole, ha messo in poesia il gioco della pallavolo il gioco più bello del mondo.

  13. Marco

    Mauro sei un mito!!
    E questo testo sarebbe da stampare e da divulgare nelle scuole. Porterebbe ancora più bambini e ragazzi ad avvicinarsi a questo bellissimo sport.
    Grazie Mauro!

  14. marta merli

    belle riflessioni

  15. Silvia Zappella

    semplicemente… grazie Mauro!

  16. Tiziana

    Quando conosci la pallavolo ti entra nel sangue e non ne puoi più fare a meno

  17. la pallavolo è l unico sport che ho davvero sempre amato con il cuore…..grazie.

  18. Chiara

    Stupenda!

  19. MARCO

    avendo letto i tuoi due particolarissimi/originalissimi… libri precedenti su un “certo tipo di far sport” (bradipoedizioni)trovo queste tue parole di una delicata ma profonda saggezza!!!
    Spero di leggerle tante altro in futuro
    grazie di cuore

  20. giovanni scarpini

    Ho un maschio e una femmina che giocano nel settore giovanile,e sono sempre ansiosi di allenarsi e giocare.ha ragione Berruto…..

  21. Massimiliano Sabaini

    Dio santo io queste cose nn le sapevo proprio….cacchio gioco da quando ho 9 anni e ne ho 40!!!! Grazie Mauro adesso che lo cambio sport e mi butto sulla briscola olimpica!!!!! Grazie coach!!!!

  22. Confermo punto su punto… che si fa, tie-brak?

  23. maria teresa

    troppo bella,la federazione dovrebbe pubblicizzare a piu nn posso
    ed essere diffusa ovunque,scuole,palestre ecc ecc veramente grandi complimenti

  24. maria teresa

    grandi complimenti,la federazione dovrebbe intervenire per poter diffonderla a più nn posso scuole palestre ecc ecc un esempio di grandi valori associato a tutto quello che ci vuole di questi tempi vorrei dire tante altre cose ma mi ripeterei,bravissimo

  25. e ” forse ” …
    tranne in qualche sporadico caso …
    uno SPORT … SI … proprio uno sport che si gioca nei Palazzetti
    dove tifosi, famiglie, bambini e addetti ai lavori
    ed alla fine anche gli ATLETI, si proprio LORO … i CAMPIONI
    si ritrovano come una GRANDE FAMIGLIA …
    in mezzo al CAMPO, per una foto, un abbraccio, VINCITORI e VINTI !!!
    ecco perchè AMO la PALLAVOLO !!!

  26. stefano

    Carina come riflessione, anche se un po’ teatrale e semplicistica; tra gli sport di squadra la pallavolo è anche secondo me uno tra i migliori!!!

  27. christian tosini

    per anni ho coltivato il doppio amore per la pallavolo ed il baseball.. ora sono un allenatore di under12 baseball ma.. il cuore davanti alla pallavolo batte sempre forte.. STUPENDE parole e STUPENDO pensiero di SQUADRA.. non vedo l’ora di stringerti la mano alla Baseball Coach Convention dove sarai presente come relatore.. grazie!

  28. claudio

    complimenti Mauro. un modo di vedere “realmente ispirato” -grande sei “fuori dal coro”

  29. Francesco Rossi

    Ho Giocato tanti anni a pallavolo….E posso dire che sia stata la mia vera palestra educativa per i rapporti con Gli Altri e con Me stesso.
    Niente ti educa al rispetto dei compagni e degli avversari come la Pallavo. E nessun altro sport richiede al giocatore la capacità di sapersi concentrare e resistere alla pressione psicologica come ilk Volley. proprio a causa di quell’unico, maledetto tocco che devi imprimera alla palla.

    Fantastico questo sport.

  30. giuliano

    Ciao, Mauro…sono un insegnante di educazione fisica in un istituto di istruzione sec. superiore….complimenti,per le tue idee! ….giocatore di basket…ora preparatore della locale squadra Fortitudo Città’ di Rieti B1 femminile volley.
    Mi farebbe immenso piacere averti per trattare queste tematiche e altro,in un corso di aggiornamento per il nostro mondo pallavolistico…QUANDO POTRESTI SODDISFARE QUESTO DESIDERIO CHE PORTEREBBE LUSTRO ALLA NOSTRA CITTÀ’?

  31. … che bella riflessione, Mauro! Ho scritto STOP&GO (http://www.amazon.it/Stop-Go-Margherita-Sassi-ebook/dp/B00AJQYLH8) osservando la stessa filosofia ed ispirata dagli stessi principi … GRAZIE per il credo sportivo con cui continui ad interpretare il ruolo importante che hai acquisito nel mondo della pallavolo!!

  32. Luana

    Ti prego,diffondi più che puoi il tuo pensiero,perchè sei uno dei rari esempi di sportività ed educazione.Spero sarai il coach della Nazionale a lungo!Grazie.

  33. lorenzo

    Ottima analisi .. da stampare ed attaccare al’ingresso delle palestre e degli impianti sportivi, bravo Mauro, lo sport e’ vita, e’ la vita !!!!!

  34. Tiziana e Vittoria

    Da madre e figlia della pallavolo: belle parole davvero in questo schifo di mondo dove lo sport è individualismo puro, hai ragione! A partire dal calcio che, sebbene si giochi in 11 e sia lo sport più seguito al mondo, non esiste la squadra ma solo il singolo calciatore spesso vip, osannato a sproposito e strapagato. La pallavolo è tutt’altro, è gioco di squadra, è imparare a condividere per lottare e fare punto, è essere tanti in uno spazio piccolo, per citare le tue parole sacrosante, ma ben consapevoli che da soli non si fa nulla. Viva il gioco di squadra, che imparino tutti da questo meraviglioso, esaltante e socievole sport! Ci fa onore!

  35. Maria Pia Vurchio

    Sono perfettamente d’accordo! Sono un’insegnante di Scuola Primaria di Andria (BT) Puglia, che da un anno ha scoperto la grande validità educativa della pallavolo per i bambini grazie al progetto Fair play proposto e attuato nella nostra scuola dal tecnico Julian Lozowy della società Manzoni Sport Pallavolo Andria. Si tratta di un progetto bellissimo che avvicina i bambini alla pallavolo in modo giocoso e. allo stesso tempo,insegna il valore delle regole del fair play, il rispetto per la squadra avversaria, la necessità di agire per un fine comune. L’attività di approccio al volley non prevede il classico punteggio della pallavolo tecnica, ma un calcolo di punti sulla base, appunto, del corretto comportamento in campo e fuori, anche nei tempi scolastici delle altre discipline. Il progetto, già attuato lo scorso anno scolastico, conclusosi poi con una bellissima festa al Palazzetto dello Sport di Andria durante la quale 600 bambini hanno giocato, alternandosi, in spazi appositamente stabiliti dal Tecnico Julian Lozowy, prosegue anche quest’anno con l’approvazione dei genitori, dei docenti e della nostra dirigente.
    Io credo che il progetto Fair Play realizzato dalla società Manzoni Sport Pallavolo Andria, come per il progetto di Alfabetizzazione motoria, debba diventare un progetto nazionale per tutte le scuole primarie d’Italia perchè coniuga sport, divertimento e valori educativi. Io ne sono entusiasta perchè vedo nei miei bambini la voglia di giocare e divertirsi nel rispetto delle regole e mi auguro che altri bambini possano fare questa esperienza.

  36. laura

    Grande insegnamento di vita!!!
    mia figlia ha 13anni e mezzo e gioca in una under 16………spettacolare vederle unite !!!
    il rischio che si corre è che poi anche i genitori diventato squadra tra loro ….e si organizzano pizzate e cene!!! evviva questo sport pericoloso!!! Grazie Mauro!!!!

  37. Sono perfettamente in linea con tutto quello che ha scritto. Da allenatore, vedo però una tendenza a non rispettare l’idea di esser parte della squadra… tendendo a valutarsi sempre. .. qualcosa in più… spesso tradendo il progetto a lungo termine per proposte monentanee e a termine. Questo in fascia over 20…. ecco perché preferisco allenare le giovanili .

  38. Giuseppe Montis

    Avrei aggiunto, ma io sono vecchio che una volta esisteva anche il cambio palla, che ti teneva costantemente sulla corda.
    un saluto

  39. Brividi e lacrime. stupendo

  40. Giancarlo Bianchini

    Da giocatore prima e da dirigente ora ho sempre sostenuto e creduto e manifestato in quello che coach Berruto esprime bene e in maniera chiara in questa lettera. Ad inizio stagione, soprattutto alle squadre giovanili, ho sempre aggiunto come concetto che l’avversario più forte e difficile da affrontare di solito indossa le nostre stesse scarpe e i nostri pantaloncini e lo si riconosce benissimo…davanti allo specchio. Grazie a Mauro Berruto per aver rinforzato le mie idee, prossimo inizio campionato oltre a “If” di Rudyard Kipling aggiungo la lettera.

  41. chiara

    ho iniziato a giocare che andavo alle elementari.. oggi sono laureata e continuo a giocarci.. creo che il volley sia come una droga.. se ne diventa dipendenti.. ed è proprio questo maledetto bisogno degli altri e di valere per gli altri che lo rende lo sport più bello del mondo.. splendide parole.. dovrebbero leggerle tutti gli atleti e non solo

  42. Antonella

    Fantastico! viva Mauro Berruto! …credo così tanto in ciò che qui espresso!! viva la pallavolo!

  43. Mia figlia ha cominciato a giocare a volley a 6 anni (e adesso ne ha 18). Io, dopo anni di inattività, ho ricominciato alcuni anni fa (e adesso ne ho 50). Giochiamo insieme nella stessa squadra amatoriale. Hai proprio ragione, non si può più tornare indietro…

    Mi prendo la libertà di ri-postare il tuo emozionante pezzo sul nostro Blog (con tutte le citazioni del caso, ovviamente).

    Grazie.

  44. Fabio

    E’ anche il mio pensiero……..ed oggi, giocando ancora a 53 anni, continua a darmi emozioni bellissime!

  45. Daniele

    Tutto bello e fiabesco come neanche una storia dei fratelli Grimm e sono d’accordo su quasi tutto…..però ci sarebbero alcuni appunti…
    – anzitutto “muoversi” non è il termine adatto diciamo che si coabita in 81mq, nel basket ci si muove, nel calcetto ecc ecc
    – poi ci si dimentica di dire che è lo sport più selezionatore in assoluto, in cui l’altezza conta più di ogni altro sport (ancor più che nella pallacanestro!)
    – la pallavolo specializza i ruoli in maniera estrema e senza appello (come una catena di montaggio) non da mai la possibilità di cambiarsi i ruoli (pensiamo al libero che è tale come un uomo sposato da 20 anni), per questo che è necessaria la squadra (ognuno è sostanzialmente obbligato ha eseguire solo quello che sa e deve)
    – infine parliamo un po’ dei cambi e delle riserve….mai nessuno sport dà così poca possibilità alle riserve di poter entrare, ho visto partite (anche a livello giovanile) in cui chi è in panchina ci rimane fino alla fine e spesso per campionati interi, questo non viene spiegato spesso….il triste destino delle riserve che si copre di muffa…
    Quindi si può dire che è un bello sport come tanti altri, coi suoi pregi e difetti, in cui sicuramente il collettivo prevale, ma l’agonismo fatto di attrito, scambio di sudore, contatti, sfide dirette, non è noto……mi piace dire che è come un rapporto sessuale al telefono!
    Complimenti comunque per l’articolo che almeno ha fatto il giro della rete!

  46. Roberto

    Mauro, mia figlia ha 13 anni e da 4 gioca a volley……..e’ diventata la sua vita…….ogni volta che gioca prova delle emozioni forti ed ha un forte sentimento di squadra……volley tutta la vita!!!!!!
    Buona fortuna, Mauro

  47. Luminoso, come sempre. Chapeau.

  48. Marina

    Fantastico…ed è pure vero …EVVIVA LA PALLAVOLO …EVVIVA LO SPORT !!!!

  49. queste parole dicono tutto

  50. Bellissime parole, caro coach. A cui aggiungerei un altro elemento: la pallavolo è uno degli sport più praticati. Eccellere significa primeggiare su molti altri praticanti. Eppure, nonostante questo, è uno sport con un tasso di visibilità non elevatissimo (almeno in Italia).
    Sconsigliatissimo, quindi, praticarlo anche da un punto di vista “economico”: grande concorrenza e premio per il vincitore non proporzionale agli sforzi.
    Decisamente, uno sport per sovversivi!

  51. Michele Cantarelli

    Due anni fa mia figlia ha iniziato a giocare a pallavolo e di conseguenza io sono diventato arbitro. Da allora in casa nostra, come dice mia moglie, si mangia pane e pallavolo.
    Cibo di cui non ci si sazia mai!!!
    Ho diffuso il link di questa pagina a tutti gli indirizzi mail che conosco di allenatori e genitori della nostra società e di altre: è uno stimolo di riflessione per tutti noi poveri non-egoisti che, invece di farci i fatti nostri, dedichiamo il nostro poco tempo libero all’educazione e al divetrimento dei “nostri” 60 bimbi.

  52. Alice

    Beh intanto complimenti Mauro per l’articolo e vorrei dare anche io il mio contributo…
    Ho 16 anni e da nove gioco a pallavolo.oggi abbiamo avuto una partita e nonostante il risultato non ci sia stato favorevole si può sempre vedere la voglia di combattere fino all’ ultimo dela squadra.la pallavolo come sport pericoloso può provocare eccessive reazioni di esultanza per un punto dove hai combattuto fino al sangue, non ti interessa esserti rotta mezza per recuperare un pallore (quindi é anche un sport autodistruttivo), non ti interessa aver preso spallate a muro, ti interessa solo la fantastica sensazione di quando vai in mezzo al campo a esultare abbracciando le compagne. É importante ogni singola azione nella pallavolo perché da ogni singola azione si ricava una scarica di adrenalina che nessuno sport può darti.
    La concentrazione deve sempre essere al massimo e quando riesci a chiudere un punto ringrazi non solo te stessa ma anche tutta la squadra che ti ha permesso di chiudere quel punto. Quegli 81 mq sono il posto dove preferisco stare in assoluto,con le mie compagne, con il mio gioco, con la mia vita… la PALLAVOLO!

  53. Cesare

    GRANDE
    ma non penso che tutti i genitori, soprattutto nel mondo del calcio, capiranno l’ironia.

    Troppo fine per la moltitudine.

  54. Parole da scolpire nella pietra e da far leggere anche a chi la pallavolo non sa cosa sia! Grazie Mister

  55. paolo

    Chapeu! Anche se non sono praticante di questo sport la provocazione / riflessione è grande! Da far leggere a tanti allenatori che vedono nel gruppo solo il “campione”..senza pensare che c’è sempre il gruppo che toglie le castagne dal fuoco. In tutti gli sport e, in più, nella vita!

  56. Grande Mauro
    Parole sante … x noi amanti o sovversivi del Volley !

  57. Massimo

    Come sempre, ogni volta che ti leggo, mi stupisco di come riesci a scavarmi dentro, a stupirmi ancora. Grazie Mauro e come sempre Fooorza tooorooo!!! Massimo Ivul

  58. MAURIZIO (papà)

    Se proprio mi devo pentire per aver lasciato avviare alla sovversività la mia bambina (ora donna fatta), ebbene si mi pento… però dopo aver gustato questo “frutto proibito” credo che sia impossibile farne a meno…

  59. vladimiro

    Ciao,Mauro
    sono un genitore di due figli pallavolisti 18 e 10 anni.
    Penso una voce fuori dal coro.
    Le tue parole sono dir poco toccanti,pensa che nell’ultimo incontro di calcio tra roma e napoli scrissi alle due società chiedendo di prendere esempio dalla pallavolo per scongiurare i problemi di ordine pubblico che si temevano.Però a Te vorrei chiedere se non sia il caso di mettere mano al regolamento di vincolo degli atleti:ben 10 anni da 14 a 24 anni,veri e propri detenuti delle società.Il grande ha iniziato la pallavolo a 14 anni partecipando a tutti i percorsi fino al termine di CQP e CQR,frequentando anche a diversi stage a Vigna di valle,partecipando per 2 anni a campionati di B2 ed ora in B1 con la sua società e partecipa ad un torneo under 19(ha sempre giocato senza nessun tipo di remunerazione o rimborso)ma solo per il piacere di far parte di questo sport.Con sacrifici enormi(anche da parte nostra.Sai cosa significa accompagnarli):allenamenti fino alle 23.30 e qualcuno anche a 60 km. da casa,tornando anche dopo mezzanotte,per poi doversi alzare al mattino per andare a scuola,visto che frequenta l’ultimo anno di Liceo anche con buon profitto.Mi rendo conto adesso che mio figlio è nelle mani della sua società che oltretutto non ritengo adatta alla sua crescita agonistica,pertanto sto facendo del tutto per allontanare la piccola,ancora più promettente,da questo sport.
    Un in Bocca al Lupo alla Nostra Nazionale

  60. Andrea

    Bellissimo, d’accordissimo. C’è solo il piccolo problema che poi la realtà è una cosa diversa da quella raccontata da Berruto, quelle per esempio dove nelle squadre di base giocano i migliori e gli altri/e vanno a casa, dove si fanno allenamenti estenuanti 4/5 per settimana costringendo la squadra ad una selezione sociale perchè in molti non possono permettersi quei tempi, quelle spese, quelle attenzioni da parte delle famiglie, dove la competizione interna è alimentata dagli allenatori e dai dirigenti che devono vincere ad ogni costo. Il nostro sport, non solo nella pallavolo, apre un buco nero culturale e sociale attorno ai 14 anni, dove le differenze di praticanti percentuali rispetto al resto d’Europa diventano imbarazzanti, raccontano la stessa arretratezza che abbiamo coltivato nel sociale, in ambiti economici, nelle scuole. Poi- grazie al cielo- abbiamo anche eccellenze che si salvano e portano certe idee in giro per il mondo, come una scuola alta di pallavolo (che è arrivata con Velasco, o sbaglio..?) E tutti tacciono, più o meno.

    • vladimiro

      d’accordissimo con Andrea,però devo fare un sincero plauso a Mauro Berruto,uno dei pochi allenatori che crede nei giovani.Sta lavorando da qualche anno impegnandosi personalmente nella ricerca e valutazione di atleti futuribili,e lo sta dimostrando.Diamogli tempo e in 3/4 anni avremo una nazionale giovane e competitiva.

  61. Federica

    Come sarebbe bello se ciò accadesse anche nella vita quotidiana, dove l’individualità eccelle a discapito di ogni forma di collettività e gruppo!!! Speriamo che i nostri figli imparino da queste semplici realtà! Federica

  62. Claudio

    Grazie CT per questa lettera, meglio di qualsiasi trattato sul coaching.
    In una pagina c’è tutta l’essenza di questo magnifico sport che, da ex giocatore amatoriale, mi fa ancora emozionare quardando assisto alle partite di mia figlia U16.
    Dalla pallavolo dovrebbero prendere esempio tante altre discipline di squadra.

  63. Roberto

    Bellissimo testo, che coglie l’essenza ideale della realtà, come ci si può aspettare da un filosofo. La realtà ha aspetti anche diversi, come hanno rilevato altri commenti, ma guardare l’ideale ogni tanto fa bene. Purtroppo il settore maschile sta perdendo le nuove generazioni: chi ha giocato a pallavolo non smette di amarla e di ricordare i vecchi compagni, ma chi non la conosce non la vuole provare.

  64. annalisa c.

    Adoro la pallavolo…. è uno sport fantastico

  65. Lorenzo

    Grazie!!
    Ho due bambine giocatrici di palla volo
    E le tue parole trovano riscontro perfetto di quello che
    viviamo tutte le domeniche o sabati che giocano dentro una palestra
    anche li dove i vertici delle società dovrebbero
    Bandire certi atteggiamenti sono loro stessi con il proprio atteggiamento
    A suggerire alla atlete un comportamento sbagliato e dannoso alla stessa squadra
    Grazie per la tua lettera Lorenzo

  66. maria concetta raho

    Caro Coach, è tutto vero quello che scrive, ma purtroppo ci sono società dove per forza di cose una squadra dipende essenzialmente da pochi, dove la crescita è individuale e non per tutti. Dove non si vuole perdere tempo per chi non fa parte della rosa degli eletti pur avendo doti fisiche e motivazioni molto forti. la realtà di alcune giovanili ( e parlo di una società tra le più importanti in Lombardia) è davvero molto diversa da quella che Lei descrive, a volte si è costretti ad abbandonare perchè non si è nelle grazie oppure perchè puntano solo su pochi, sui cosiddetti eletti, forse i figli di qualcuno.Mio figlio nonostante il suo grande amore per questo sport meraviglioso alla fine dopo 8 anni ha deciso di lasciare, a causa di dinamiche ingiuste che si celano negli spogliatoi di società blasonate. A volte abbandonare è l’unica scelta possibile, per evitare la distruzione totale. la realtà è molto diversa, e ci dovrebbe essere molto più controllo su queste società che per la smania di vincere a tutti i costi sacrificano tutto, anche i sogni. grazie per il suo messaggio e spero davvero che venga capito da chi ha solo fame di vittorie!

  67. Andrea

    Provato sulla pelle di genitore….di una pallavolista di 16 anni.
    I risultati che vedo contano alla fine….sono le immagini di mia figlia che festeggia x un punto insieme alle compagne….!!!
    Sorrisi e arrabbiature, delusioni per una sconfitta …. e la voglia di fare meglio la prossima volta…..tutti insieme!!!!sempre insieme…!!
    bello sport!!! scuola di vita.

  68. GIOVANNA PENSA

    volevo ringraziarti per tutto ciò che hai trasmesso con le tue parole e i video che le accompagnavano durante il meeting di poste italiane di torino del 10 ottobre 2014.mi sono commossa vedendo quella maratoneta svizzera che è arrivata sfiancata al traguardo perchè ho una figlia che nuota da quando aveva 3 anni (ora ne ha 22)e nonostante un intervento alla spalla subito a 16 anni(…e i nostri consigli da genitori di lasciar perdere) dopo i cicli di riabilitazione ha ripreso ad allenarsi per il “farfalla” vincendo in quell’anno i campionati regionali a milano:per me quella vittoria e’ stata come una medaglia olimpica.E la passione per questo sport continua anche se negli sport individuali o sei la Pellegrini o sei nessuno…grazie alla tue parole forse ora riesco a capirla meglio.

  69. Sono d’ accordo con quello che ha detto Matteo sul fatto che in molte società si privilegiano i pochi e la loro individualità.
    Penso però che tante volte l’ individualismo non venga semplicemente promosso dalla famiglia ma spesso anche dagli stessi allenatori, è vero che se l’ individuo non si unisce e coopera con i suoi compagni da solo non può vincere, ma in ogni squadra c’è un giocatore (o più di uno) più “forte” di altri, che dimostra di metterci più impegno e a questo l’ allenatore darà più fiducia e lo loderà, la stessa cosa al contrario accadrà per quello/a che magari nonostante ci metta impegno non eccelle nel gioco e che può venire emarginato dai compagni.
    Alla fine gli sport di squadra dovrebbero promuovere la cooperazione, l’ unione, lo spirito di gruppo, la squadra dovrebbe essere come una “famiglia” ma avvengono all’ interno di essa anche discriminazioni e eventi di bullismo.
    Perché allora uno sport che mira alla coesione sociale può risultare dannoso per alcuni individui?

  70. Agata

    La pallavolo è si uno sport pericoloso,e ve lo sto dicendo io ragazza di 14 anni pallavolista da 4 anni che ho provato e sto provando dolore per questo sport,ma la pallavolo insegna l’importanza del gioco di squadra.Da piccola ho avuto problemi alla schiena,un anno fa ho avuto una distorsione prima al ginocchio destro e poi al ginocchio sinistro e adesso ho la caviglia rotta perchè mi sono scontrata con una mia compagna.Non sono d’accordo del fatto che il gioco di squadra non è importante e che da solo puoi fare tutto.Se si fa una partita di calcio uno contro uno,e ad esempio l’avversario è più veloce di te,tu come corri per prendere il pallone?Ci vuole qualcuno che lo toglie al posto tuo e poi magari te lo passa e tu segni.Il gioco di squadra è importante in molti sport.Si è vero ci muoviamo in uno spazio che può sembrare piccolo ma in realtà non lo è per niente.Vinciamo il primo set bene,GLI ALTRI DUE SI VINCONO E CI RIMBOCCHIAMO LE MANICHE PER FAR SI CHE GLI ALTRI NON VEDANO NEMMENO LA DIREZIONE DEL PALLONE.La pallavolo è uno sport che da molta importanza alla squadra è verissimo,ma se un libero riesce a recuperare un pallone difficilissimo e fa punto,adesso non è importante la squadra ma il libero che ha recuperato il pallone!La pallavolo è:amicizia,squadra,sudore,lividi,vittorie,sconfitte,insegnamenti,SACRIFICI.La pallavolo è VITA.SE CI ENTRI NON NE ESCI PIU’.

  71. Mario

    Difficile aggiungere parole nuove a quello che hanno già detto se nn un semplice complimenti belle parole e sopratutto bella realtà.
    Infatti se fossero state solo parole nn sarebbero valse a nulla.

  72. Simona

    Bellissimo articolo, e non mi riferisco unicamente allo sport ma soprattutto alla vita, ai suoi valori perduti, che forse questo sport può davvero restituire ai nostri figli la fiducia e la voglia di camminare in un mondo migliore. Grazie .

  73. Valeria

    In questo momento ci vuole solo un applauso per le belle parole che ha detto… io gioco a pallavolo e io credo che la pallavolo è uno sport di squadra, proprio come ha detto lei, e non singolo… se proprio una persona decidesse di diventare campione del mondo da solo facesse sport come il nuoto o la scherma, come lo judo o il giavellotto… chi sceglie di giocare a pallavolo sceglie di mettersi in gioco con la propria squadra, con i propri amici… e se vuole diventare campione lo deve voler fare con la propria squadra, con i propri amici. Grazie ancora… e in bocca al lupo per la WORLD LEAGUE!

  74. un sentito grazie di tutto cuore.
    alleno una squadra under14 e mi trovo ad dover gestire anche un gruppo di genitori un po’ “agitati” questa lettera mi sarà di grande aiuto con l’inizio della nuova stagione.
    Grazie Grazie Grazie
    Mara

  75. Claudio

    Era un gioco di squadra. Era un gioco dove contava il gruppo. Sono un papà di Roma che 40 anni fa ha iniziato e ha giocato per 10 anni. Giochi della gioventù al Foro Italico, squadra scolastica, gran divertimento e grandi squadre. Mia figlia, ha iniziato anche lei a 14 anni, con il Casal Bertone, io giocavo con il De Coubertin. sarà che non é un campione, sarà che é troppo orgogliosa per chiedere e per dare a me la possibilità di chiedere, il fatto é che in 4 anni avrà giocato 10 set. Sempre presente é sempre fiduciosa che prima o poi… Oggi prima partita di campionato, stessa allenatrice di sempre, nuova dirigenza e tante belle parole, non ha giocato un minuto e ha detto basta. Ecco i risultati di legarsi con il gruppo. Avevo capito, le avevo detto di cambiare squadra due anni fa, ma per lei il gruppo contava di più. Per lei, non per la sua allenatrice. Invece di scrivere tante belle parole perché quando date i cartellini di allenatore non insegnate che almeno nei giovanili conta di più il gruppo che non l’individualismo? Informatevi cari genitori prima di iscrivere i vostri figli a un gruppo con degli educatori che non li rispetta.

  76. Claudio

    …potrebbe far crescere migliaia di ragazzi e ragazze che credono nella forza e nella bellezza della squadra, del collettivo e della comunità. Non vorrete correre questo rischio, vero? Anche perché, vi avviso, se deciderete di farlo… non tornerete più indietro…Ma di cosa parli…e aggiungo…le qualità richieste all´allenatore sono quelle affinate durante i corsi di formazione: conoscenze tattiche, tecniche, capacità di gestione del gruppo, predisposizione al lavoro di gruppo e anche al comando… Frequentate e gestite un mondo che non conoscete. Niente di tutto questo è vero. Attenti cari genitori se non volete fare la mia fine. Ho giocato 40 anni fa e per ben 10 anni, ed è stata una grande esperienza. Le cose non sono più le stesse, o sono stato fortunato. Quattro anni fa ho inserito mia figlia in questo mondo ed è stata una delusione totale. Gioca con il Casal Bertone (Roma). Ha iniziato a 14 anni, ed oggi dopo impegno e sacrifici, mi ritrovo una figlia delusa e amareggiata. In quattro anni avrà giocato 10 set in tutto. Ho sbagliato io probabilmente a permettergli di seguitare, quando mi sono reso conto che non è più uno sport per tutti. Qualcuno potrebbe dire…ma cosa pretendi…se tua figlia non è capace? Verissimo, anche se da dimostrare, e comunque almeno nei gruppi giovanili dovrebbe essere data una possibilità a tutti. Non mi sono mai esposto con l’allenatrice, la stessa, sempre, l’orgoglio di mia figlia me lo ha impedito e non volevo offendere la sua personalità, ne privarla della soddisfazione di riuscire da sola. Ieri, prima partita di campionato, ennesima batosta, è una squadra che ha quasi sempre perso, tre riserve in panchina, indovinate chi non ha giocato neanche un minuto? Ha sempre voluto insistere in questa squadra, anche se le avevo proposto di cambiare, perchè si è subito trovata bene con il gruppo, ma ieri, ha deciso di smettere. Non posso immaginare come si senta ed io?!!! Scusate la lungaggine

  77. FRANCESCA GRIECO

    GRAZIE!!!! La faro’ leggere ai miei figlie….
    ne daro’ una copia a tutti i miei bimbi di pallavolo…. e’ BELLISSIMA E…..VERA!!!!!!

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