Vivere per raccontarla

“La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla” (Gabriel Garcia Marquez)

 

Valigia finita. Tardi, come al solito. Non c’è tempo per dormire, almeno fino a metà agosto.

Sono contento, c’è stato tutto.

Ho messo in valigia un ragazzino senza talento che giocava a pallavolo in una piccola società di Torino che si chiamava Vega. Come la stella. Portava il numero 9, una maglia biancorossa e ancora si ricorda il nome del suo primo allenatore. Chissà dove sarà finito, mi piacerebbe raccontargli che (tra l’altro) a quel ragazzino senza talento piaceva un po’ di più il basket.

Ho messo in valigia le partite all’oratorio di San Bernardino, l’idea con altri amici di fondare un gruppo sportivo, si chiamava Coordinamento Giovanile San Paolo, e il conseguente primo corso da allenatore di pallavolo, alla PGS, perché il corso di basket era pieno.

Ho messo in valigia la palla del primo campionato vinto da allenatore, la 3 divisione femminile: campo di gara la palestra della Scuola Media Alberti di Torino. Era molto piccola, i muri a un metro dalle linee laterali. Tanto piccola che sono riuscito a farla stare in una valigia.

Ho messo in valigia la sede intera del CUS Torino, con tutti quelli che li dentro ho conosciuto. La mia vera casa sportiva, Via Braccini, dove ho allenato bimbi della scuole elementari, ragazzi del settore giovanile per poi fare il secondo allenatore dalla B2 alla A2 e spaccare un numero indefinito di videoregistratori che si usavano per fare i montaggi con le cassette VHS.

Poi ho messo in valigia venti anni di questa professione. Venti anni di pallavolo, praticamente tutti i santi giorni. Venti anni di atleti, di amici, di persone a cui ho voluto molto bene, di persone che ho odiato. Venti anni passati in giro per l’Italia e in 3 nazioni diverse.

Ho messo in valigia il giorno in cui portai Torino dalla B1 alla A2 e quello in cui portai Piacenza dalla A2 alla A1. Tecnicamente si chiamano riti di passaggio. Succede qualcosa e tu non sei più quello di prima. Non sei né meglio né peggio. Semplicemente sei un altro.

Ho messo in valigia la Grecia e una casa al centro del Pireo dove ogni notte la sfida era con una colonia di scarafaggi che usciva dal tubo del lavandino della cucina. Ma anche la meravigliosa casa di Glyfada e, per non sbagliarmi, mi sono portato dietro tutto il fascino e la bellezza impareggiabile di Atene.

Ho messo in valigia i comodini di tutti gli hotel dove sono stato, con sopra qualche libro e il telefono per sentire chi era a casa e mi aspettava. C’era ancora spazio e allora ho messo anche i comodini delle camere delle case dove ho vissuto a Piacenza, a Parma, a Macerata, a Padova, a Montichiari, a Monza, a Civitanova Marche. Anche li c’erano un po’ di libri e il telefono per sentire chi era a casa e mi aspettava.

Ho messo in valigia anche un altro telefono quello che ha squillato dicendomi che il primo capitano della mia prima squadra della carriera di capo allenatore se ne era andato per sempre.

Ho messo in valigia l’emozione sportiva più grande della mia vita, l’ingresso nello Stadio Olimpico di Atene nel 2004 e i litri di caffè bevuti la notte prima della finale quando le cose da fare e la voglia di trovare il mio modo di aiutare la nostra squadra non mi permetteva di spegnere il computer.

Ho messo in valigia 6 anni di Finlandia. Lingua, cultura, abitudini estremamente diverse dalle mie. Ho messo in valigia le magliette usate, tirate fuori da un sacco nero dell’immondizia e distribuite a caso per il primo allenamento della mia nazionale e poi tutti i 7500 spettatori presenti a Tampere il giorno in cui la Finlandia vinse con il Brasile.

Ho messo in valigia un ristorante intero, di Foligno, dove per la prima volta compresi che forse qualcuno stava pensando a me per allenare la Squadra Nazionale del mio paese.

Porto con me una bandiera tricolore che sogno di poter rappresentare non solo con dignità ma con l’orgoglio feroce di chi vuole dimostrare che questo paese è mille volte meglio di quello che gli altri (e qualche volta anche noi stessi) pensano e pensiamo sia.

Ho messo in valigia un cartellino giallo preso nella finale dell’Europeo e un album pieno di emozioni che questa Squadra Nazionale mi ha regalato in 14 mesi meravigliosi.

Ho messo in valigia tutto quello che la pallavolo mi ha dato e anche quello che mi ha tolto. Ho messo in valigia urli di gioia e lacrime di tristezza. Felicità pura e arrabbiature da star male. Abbracci, litigate, pugni al cielo di felicità e pugni sbattuti contro un muro dalla rabbia.

Ho messo in valigia un televisore in bianco e nero, sopra al frigo, che trasmette le immagini del “perfect ten” di Nadia Comanaci ai Giochi Olimpici di Montreal del 1976 ed è uno dei primi ricordi strutturati della mia vita. Pazzesco come un’immagine in bianco e nero possa sembrare così colorata.

Le persone del mio staff e 12 atleti straordinari non li porto io. Sono loro che portano me e sono quelli che devo ringraziare se questa valigia l’ho potuta riempire. Sogno di poter restituire loro qualcosa, in qualunque modo e a qualunque costo.

Porto tutto con me.

Tutto.

Tutti.

E anche le foto di due bimbi tenuti entrambi in braccio per poche ore nel loro primo giorno di vita, prima di tornare di corsa dalle mie squadre.

Adesso vado, arrivo in anticipo a Linate, visto che temo di dover pagare un po’ di bagaglio extra.

Non voglio perdere l’aereo. E’ una vita che lo aspetto.

 

Mauro

 

37 Commenti

  1. Elena

    Hai scritto sensazioni che posso capire…
    Ho iniziato pallavolo a 6 anni, ne ho 33 ed ancora ho voglia di preparare la borsa dopo una giornata di lavoro ed andare ad allenarmi due ore! Ed ho pianto di gioia, quest’anno, quando la matematica ci ha promosse in serie D con una giornata di anticipo…
    Tutti quei tifosi come me, che ad ogni recupero gridano ” vai vai salvala! È buona…”, che battono le mani anche alla bravura dell’avversario, che incitano sempre, non li avrai in valigia! Li avrai a darti una mano a spingerla!!
    Ed ora, accompagnaci nell’Olimpo dello sport!!!

  2. Silvia

    In bocca al lupo coach!
    Dopo avervi seguito da vicino in questi mesi a Monza l’emozione è ancora più forte, ma sarebbe forte lo stesso visto che si parla di tricolore.
    Make Italia Proud!
    Noi ci siamo.

  3. Susanna

    Ricordati di lasciare uno spazio per la medaglia.. Ovviamente la più bella… In bocca al lupo a tutti!!! E fateci sognare!!!

  4. Giuseppe

    Ecco perchè considero Mauro Berruto l’allenatore giusto per questa Nazionale.

  5. marco

    in bocca al lupo….bella persona…

  6. tiziana

    Sei fantastico!!!!!!!!!!!!!
    Sei riuscito a farmi piangere.

    CHE LA FORZA SIA CON VOI

    Tiziana

  7. Caro mauro,
    Non è per la valigia piena, che per chi fa questo lavoro è piena per tutti di tante cose, forse le tue sono più importanti di altri forse meno, ma a ciascuno la propria valigia pesa e piace al tempo stesso.
    La vera novità di cui ti sono infinitamente grato, è che per la prima volta c è u uomo normale che fa l’allenatore. C’è un uomo normale che non ha paura a dire che prova emozioni e li condivide con noi. Cè un uomo normale che ha ancora quella passione dentro che brucia e riaccende in noi, in me., l’idea che ancora qualcuno ci sia che fa le cose col cuore e mi spinge a lottare ancora.
    Mi chiedo come hai fatto ad arrivare li, perché le persone oneste, trasparenti, belle, pulite come te di solito non ce la fanno, ed è per questo che sei un esempio. Non ha caso hai dovuto passare per la finlandia per mostrare che potevi. Ma questo è il passato. Il presente è il sogno. Bravo.
    E sinceramente a me non importa se arriverete primi o ultimi, perché so che la fatica e l’ impegno che avete nesso e metterete sará lo stesso, perché la missione di riavvicinare chi ha passione per la pallavolo e non per i magheggi di magri & co l’avete centrata con successo, perché chi gioca sa che a volte si vince o perde per una palla, ma non giochi o bene o male per una palla, e mi piace pensare, anche della mia vita di coach promosso in A2 e esonerato dalla crisi economica, che chi si ben comporta alla fine sará premiato dalla legge dell’ universo. Ecco io spero che con te, con voi, arrivi il momento di riscuotere perché darebbe la spinta a tutti noi, movimento, di credere a circa che essere onesti, spaccarsi la schiena, emozionarsi e vivere la pallavolo finalmente possa bastare.
    Un abbraccio
    Mauro marchetti

    • gipih

      Ho finito ora di vedere una partita da cardiopalma in cui vi siete mangiati 5 match ball , ma che poi avete vinto …e non ti sei neanche arrabbiato più di tanto ma hai saputo infondere fiducia e sicurezza alla squadra!!
      Sono a venuto su internet a vedere chi eri (!! scusami , ma non sono un frequentatore del volley !!) e con orgoglio ho scoperto sia che sei torinese e sia che sai esprimere e suscitare emozioni divine ….alla faccia dei bugia nen !!
      Ho scorso il tuo curriculum , ed ho scoperto che sei un grande !!
      Ma sai che sei veramente grande ??!!
      E dire che ho 62 anni , e sei riuscito ad emozionarmi , e non poco!
      Bravo , grazie e …in bocca al lupo : facci sognare !!

  8. vanda

    In bocca al lupo mister, siamo tutti con voi !!!!

  9. nicolò

    …brividi….!

  10. Vincenzo Mansillo

    Grande. Ho letto il post con i tuoi occhi, la tua fame e l’orgoglio di un “Italiano” che vuole regalarci, con il “nostro” staff e la “nostra” nazionale qualcosa di meraviglioso. Mauro portaci l’oro ma, anche se il sogno non si realizzasse sono sicuro che ci avete provato fino in fondo. FORZA ITALIA

  11. Chiara

    ..e ora piango…in bocca al lupo Mister…a te e alla tua meravigliosa squadra…ci vediamo domenica prossima ad Earls Court…voi sul parquet ed io sugli spalti a tifare per voi..
    un abbraccio
    Chiara

  12. Miriam

    Sei un mito!! Un esempio a cui ispirarmi :) In bocca al lupo!!!

  13. Marilisa

    Piango Coach. Lacrime che esprimono la felicità che provo per Voi, un Team che mi ha trasmesso sensazioni di pura gioia, emozioni semplicemente indescrivibili che non potrò nè vorrò mai dimenticare. Piango perchè voi meritate di vivere questa avventura e meritate, ancor di più, di coronare il vostro sogno, dimostrando che l’Italia, come ha detto lei, è davvero un Paese migliore di quel che crediamo.
    Io sarò lì con voi, purtroppo solo con il cuore, ma vi sosterrò con tutte le mie forze perchè io ho sempre creduto in lei Coach, nelle sue coraggiose scelte e nei ragazzi, dei grandi giocatori ma, soprattutto, dei grandi uomini. Indipendentemente dal risultato, GRAZIE di tutto, perchè Voi avete reso me, e molti altri ragazzi, fieri e orgogliosi di essere ITALIANI.

  14. Cecilia

    Caro Mauro,

    guarda che in aeroporto mentre ti sei distratto per pagare il caffè ho aggiunto qualcosa alla valigia…tutti i sogni di noi italiani, degli appassionati di pallavolo da anni e di chi guarderà solo qualche partita, giocatori dal minivolley in poi, allenatori, dagli allievi in poi…sono emozioni e sogni che crescono solo leggendo le tue parole. Perchè ognuno di noi ha il suo momento per fare la differenza, in ogni situazione.

    Grazie Mauro, veramente.
    In bocca al lupo.

    P.S. scusa se per colpa mia pagherai ancora più per l’extra-weight

  15. Andrea

    Intanto che c’è, mister, in valigia, metta anche tutti quelli da me e i miei amici che giochiamo ogni lunedì sera dell’anno scolastico “per tenerci in movimento” al miglior giocatore italiano che c’è, ovviamente oltre ai 12 allenati da Lei.
    Forse con la maglia numero… boh, penso qualche milione, una spintarella a un pallone perchè cada “di là” spero la voglia dare tutto il movimento pallavolistico italiano con Voi che lo rappresentate. Comunque vada so che darete il massimo e spero di potermi gustare (Diritti TV e tempo permettendo) qualche ora di ottima pallavolo, quella da rimanere a bocca aperta a chiedersi “ma quello come fa” e urlare con i miei o i vicini di casa a chiedere se sono impazzito. Forza ragazzi, comunque vada ci avete regalato un Sogno!

  16. marco

    Son certo che nella tua valigia hai lasciato un piccolo spazio per portare indietro da Londra un piccolo oggetto… …tanto piccolo quanto infinitamente grande e assoluto per chi come noi sa cosa vuol dire “voglia di vincere”

  17. Salvatore Gennuso

    e in quella valigia c’è anche un sogno grande che tutti noi inseguiamo da sempre … un sogno da realizzare per cui anche da lontano tutto noi continueremo a spingervi, sostenendovi fino in fondo …

  18. Silvia

    ..mi sono venuti i brividi lungo la schiena e gli occhi lucidi. Il più grosso in bocca al lupo del mondo!! non vedo l’ora di vivere qualsiasi emozione con voi!!!
    Silvia

  19. Chiara

    Con le lacrime che lottano per rigarmi il viso il mio primo pensiero è che per fortuna il commento lo posso scrivere. Non avrei la voce giusta per esprimere quello che mi attraversa in questo momento e l’emozione sarebbe devastante.
    Per fortuna posso scrivere e dirti che mai prima d’ora, prima di questa squadra, mi ero sentita così.
    Penso che sia tutto al posto giusto, nel momento giusto. Penso che ci siano le persone giuste, con i pensieri giusti.
    Penso che siate la miglior rappresentanza italiana.
    Penso che tutta la fiducia che riponiamo in voi sia meritata.
    Penso che i sogni sono più belli se si vivono insieme.
    Penso che quello che l’Italia ha sempre avuto in più rispetto agli altri sia il cuore.
    Penso che questo cuore batterà davvero forte nei prossimi giorni.
    Penso che tutto quello che ti sei portato in valigia sarà ciò che più ti sarà utile e su cui potrai contare ciecamente.
    Penso che la tua valigia peserà mille volte di più quando tornerai a casa.

  20. Giacomo

    Grazie Mauro.
    Ho una moglie di 49 anni, dopo un adolescenza passata a palleggiare adesso si diverte da matti con le ragazzine di minivolley … E leggendo quanto hai scritto le sono quasi scese delle lacrime di gioia.
    Con le nostre tre figlie nella seconda settimana saremo stabili all’Earls Court orgogliosi della squadra che ci rappresenta.

  21. Credo che porterai anche me nella valigia,ma non preoccuparti,saro’ leggero e invisibile….perché sono dentro alla tua storia, anche se non mi conosci e non mi hai mai visto.
    Perché sono partito dal basso come te,ho vissuto le stesse realtà solo con nomi diversi, e per dire la verità ancora sono in quelle realtà ;ma sono felice ,e lo sono anche per te che mi rappresenti la dove forse non arriverò mai.
    So’che renderai tutti noi orgogliosi di essere italiani e soprattuto uomini……persone vere.

  22. Mario

    Mauro, ciao.
    Quando la percossa di un’emozione è cosí forte, il pudore della discrezione viene meno ed allora eccomi qui a ringraziarti per questa lacrima inaspettata…..
    In bocca al lupo a tutti voi/noi !!!

  23. smilzo

    ciao coach,
    portati dietro un po di gioia, divertiti, facci divertire, è il gioco + bello vivilo con il sorriso sulle labbra e con la gioia del bambino che si diverte.

  24. Rossana

    Nella mia valigia, oltre alle mie cose, ci metterò la maglia con scritto “ITALIA” che indosserò là, a Londra, quando sarò in prima fila a tifare per voi (e non solo io!).
    Fateci divertire!!!

  25. Francy

    Stupendo.

  26. gian maria

    emozionante….
    tutta l italia tifa per te e la squadra esempio e style di vita per chi guarda

  27. Susanna

    Fantastici…. E’ appena finita la partita con gli USA…. Lo sapevo che ci avreste fatto sognare… E il sogno non è ancora finito…

  28. Vito

    Grande Mister…ho appena urlato, gioito e goduto della splendida vittoria ottenuta contro i campioni olimpici.
    Grandi e basta, null’altro da dire……ma se la valigia è stata preparata con così tanta cura, mi pare ovvio che questo viaggio debba continuare ve lo meritate e perché no, ce lo meritiamo anche noi.
    Un super in bocca al lupo
    PS Mister, sono un orgoglioso “utilizzatore” di una di quelle palestra con i muri a 50cm dalle linee del campo.

  29. Andrea

    …messaggio da brividi Mauro… ma brividi veri!!!

    in bocca al lupo per venerdì, sarò li davanti alla TV ad ascoltarmi l’inno con il volume al massimo e la mano sul cuore, a sostenervi a distanza…

    Ne sono certo: se si può sognare, si può fare!!!

  30. Susanna

    FANTASTICI!!!!! Ci avete fato sognare fino all’ultimo giorno…. e ora tornate a casa con una medaglia in valigia.. Bellissimo risveglio…
    Grazie 1000 a tutti quanti!!!!!

  31. GRANDI DI BRONZO!!!

  32. Ora in quella valigia potrai fare un po’ di posto e metterci questo bronzo che, per come è arrivato, vale più dell’oro.
    Nella storia…con la storia

  33. RUBINA

    Bravo, Mauro. Oggi ero a Earls Court a tifare e a soffrire con voi. Siete stati bravi. E noi siamo orgogliosi di voi.
    Rubina

  34. Stupendo Coach, lavoro meraviglioso: “l’importante è rialzarsi”,
    l’avete fatto in modo grandioso.Auguro a te e a tuti gli azzuri ancora grandi successi.

  35. Annalisa

    Come hai detto tu, ora puntate più in alto… in ogni caso è un ONORE avere te come coach del volley team Italia. Ti ascoltavo durante la partite infondere energia e positività ai ragazzi. Vi ho ri-scoperti e ne sono felice. BUON TUTTO te lo meriti!

  36. Giuseppe Dattilo

    Riletta adesso, assume una veste profetica e il ragazzino a cui piaceva di più il basket è un’immagine sublime, come quella del campionato di terza divisione femminile.
    Per chi vive questo mondo ogni giorno, queste immagini fanno riscoprire il velo di poesia che sta nel proprio lavoro e che per superficialità non ci fermiamo a guardare. Meno male che c’è qualcuno che lo fa per noi. Grazie

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  1. Nella valigia di Mauro Berruto… | Dal 15 al 25 - [...] Cito qualche brano dell’ultimo post che Mauro Berruto ha fatto sul suo sito. A questo indirizzo http://www.mauroberruto.com/2012/07/vivere-per-raccontarla/ [...]
  2. Sono contento, c’è stato tutto. | GiulioCavalli.net - [...] Mauro Berruto e la sua valigia da allenatore della nazionale di pallavolo alle Olimpiadi. Raccontata sul suo sito. [...]

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