La tregua olimpica

“La tregua olimpica, detta in greco ekecheiria (ἐκεχειρία= le mani ferme), era bandita in tutta la Grecia per chiunque partecipasse alle grandi feste e ai giochi nazionali; in questo tempo cessavano tutte le inimicizie pubbliche e private, e nessuno poteva essere molestato, specialmente atleti e spettatori che dovessero attraversare territori nemici per recarsi ad Olimpia”.

Basta affacciarsi a Wikipedia per leggere questa breve, precisa, circostanziata definizione di quello che fosse nell’Antica Grecia la tregua olimpica. Non tanto assenza di guerra, quanto decisione comune e collettiva di rispetto verso coloro che andavano a partecipare oppure ad assistere ai Giochi di Olimpia.

Mancano meno di 50 giorni all’inizio ma la mia sensazione è che intorno alla nostra Squadra Nazionale (non la “mia” squadra bensì, ribadisco, la nostra Squadra Nazionale) le mani non siano ferme, per nulla.

I due campionati di serie A che rispetto alle 30 squadre previste contano 22 squadre iscritte e 3 riserve in A2, diversi contenziosi aperti su situazioni economiche pregresse (o vogliamo ancora fare finta che non sia così?), tanti giocatori del gruppo della Squadra Nazionale ancora senza un club e con un bel punto interrogativo sul loro futuro, quelli tirati a destra e a sinistra da interferenze e interessi più o meno privati che vengono messi davanti a un percorso che, a mio modo di vedere, dovrebbe essere sacro, come nell’Antica Grecia era la strada che portava ad Olympia.

Non siamo più nell’antica Grecia, questi Giochi non saranno certo dedicati a Zeus. Ma il rispetto, anzi l’affetto, che dovrebbe accompagnare il percorso della nostra Squadra Nazionale e dei 12 atleti che ne faranno parte quello va difeso. Eccome. Naturalmente lo difenderò.

Lo farò in virtù del mio incarico unico, che mi permette di pensare solo ed esclusivamente ad un obiettivo. Lo farò in virtù del rispetto dei 25 atleti (più Rosso, Barone e Dolfo che ci stanno dando una grande mano) che vestono la maglia azzurra e che rincorrono il sogno più grande dei sogni sognabili e che pure per qualcuno, purtroppo, non si realizzerà in questa estate, perché gli atleti che partiranno per Londra non potranno che essere 12. Lo farò in virtù del rispetto del sudore e della volontà che questi atleti stanno dimostrando non a parole, ma con i gesti quotidiani, fatti di allenamenti, di sedute in sala pesi, di corse, di circuiti, di terapie, di tutto ciò che un atleta vorrebbe avere a disposizione per arrivare perfettamente pronto nel momento più importante.

Lo farò nel rispetto non solo dei 25 atleti azzurri ma anche di quelle centinaia di migliaia di ragazzi che sono il nostro movimento e che sono ancora meno tutelati. Mi piace pensare che per cambiare un po’ le cose occorra incominciare facendo bene il proprio lavoro. Il nostro lavoro di Squadra Nazionale, è quello di essere d’esempio e di essere rappresentativi di tutti quei ragazzi che a pallavolo giocano in campionati che non incominciano con la lettera A.

Lo farò, nel rispetto del nostro movimento, dei campionati professionistici e non, dei club che mi piacerebbe si potessero stringere intorno a questa nazionale consapevoli che quello che succederà a Londra sarà patrimonio di tutti, ma proprio tutti, coloro che fanno e amano la pallavolo in Italia.

Non mi interessa nessun beau geste. Mi interessa il rispetto dei nostri atleti, il rispetto della loro professionalità e il rispetto della nostra programmazione nell’avvicinamento a Londra. Il rispetto del loro essere il patrimonio del nostro sport in Italia.

Se la strada verso Olympia dovesse dimostrarsi meno insidiosa, ne saremo felici.

Se non dovesse essere così avremo un motivo in più per legarci intorno all’albero maestro della nostra nave e rimanere fedeli alla decisione presa e all’obiettivo che a Cavalese ci siamo dati.

Sarà semplicemente un allenamento in più.

 

Mauro

11 Commenti

  1. tiziana

    Sei davvero una gran bella persona Mauro.
    Che la tua forza e la tua convinzione sia
    la forza trascinante per i nostri ragazzi.

    Con affetto

    Tiziana

    • gabriele Zilioli

      Parole che fanno bene al cuore a chi ancora concepisce lo sport
      nella sua sana e corretta dimensione.
      Grazie!
      Gabriele

  2. Patrizio

    “Ekecheiria” si chiama la tregua olimpica, proprio come la mia associazione sportiva dilettantistica.
    “Mani ferme” ne è la traduzione.
    Grazie Mauro e…..
    SIAMO TUTTI CON VOI!!!!

  3. PaoloC

    Grande Mauro!
    Continua così, sei necessario!

  4. Giuseppe

    Il problema è che siamo bravi a farci del male da soli. Facendo i dovuti distinguo è quello che succede anche con la Nazionale di calcio: già in difficoltà per i noti fatti di cronaca, non c’è stato nessuno che alla vigilia dei campionati Europei abbia cercato di dare un supporto positivo al gruppo azzurro. Tutti addosso per ogni cosa… E non sto parlando delle doverose inchieste sulle scommesse. Ma di tutto quello che gira intorno prima e dopo (a volte anche durante) le partite.
    E’ lo sport nazionale dare addosso agli azzurri, di qualunque sport, basta che ci sia un obiettivo da raggiungere… e più importante è l’obiettivo più duri sono gli attacchi. Non importa il danno che si può fare… in questi casi non c’è “tregua” (olimpica e non) che tenga, l’importante è farsi sentire contro.
    Non mi meraviglio della situazione decritta da te. Non mi meravigliano neppure le tue parole di attacco (più che di difesa). Abbiamo bisogno di Condottieri come il NOSTRO Coach, anche al di fuori dei campi dei campionati diversi dalla A. Io mi metto in lista, ognuno nel suo piccolo dovrebbe farlo. Cominciare a fare bene (e sempre meglio) il proprio lavoro è il primo passo per cambiare le cose.
    Grazie Mauro.

  5. Verena

    Mauro, tutto giusto quello che dici…la situazione della serie A italiana è davvero preoccupante…ma pensa tu come sono messe le serie minori, quelle dove dovrebbero crescere e maturare i giocatori di domani!!! non ci sono soldi e sponsor per le iscrizioni…e se non se ne trovano in A, figurati per fare una D o una C, per esempio! la crisi e le sciagurate scelte di chi comanda stanno causando un grande danno e sarebbe meglio porvi rimedio finchè si può

    @giovanni: scusami ma secondo me il calcio è proprio l’esempio meno calzante! tra scommesse, combine, dichiarazioni sciagurate ecc ecc a me il calcio fa proprio schifo e non mi dispiace se nessuno lo difende, europei o non europei da giocare!

  6. Luca Gilardino

    Caro Mauro…
    ci sono due tipi di addetti ai lavori, quelli come noi che sanno cosa vuol dire fare attività in provincia, senza soldi, con poche attrezzature ma con tanta passione e quelli che, preposti per aiutarci, lottano con la stessa determinazione non per far crescere il sistema ma per cementificare una poltrona. Quale futuro vediamo per le nostre nazionali nel momento in cui le società di base non hanno i soldi per fare attività? quale futuro ci può essere per un sistema fino ad oggi sostenuto dalla volontà di appassionati veri che si trovano a fare i conti con la politica del Coni e della Fipav che gli impedisce di lavorare e giocare nelle palestre di provincia? Tu Mauro conosci bene queste realtà, proprio nella nostra (mia e tua) provincia le difficoltà sono ogni giorno più grandi…
    Nonostante questo noi (e solo noi) continueremo a lottare per il nostro sport cercando in qualche modo di portare avanti quei valori che si possono ormai ritrovare solo in provincia.. o come in questo caso nella storia.. NON MOLLARE MAURO!!

  7. Marta

    Secondo me anche con l’Italia, così come per i club che hai allenato, il rischio sarà che parlerai tanto e vincerai poco (o niente) come tuo solito (purtroppo). Basta con sti moralismi, basta con ste citazioni colte… sei laureato in filosofia… si è capito. Bravo, congratulazioni, che fantastica persona sei… ora ci dimostri che sei anche un fantastico allenatore? Taci e falli vincere, invece che continuare a chiacchierare e ad ingrossare il tuo ego. Hai fatto delle scelte importanti sulle convocazioni (mi riferisco soprattutto a Vermiglio escluso)… ora porta avanti le tue scelte, difendendole con i fatti e non con le parole.
    La mia impressione, caro Mauro, è che tu sia una grande campagna pubblicitaria…di te stesso. Spero di venir contraddetta, ma sempre e solo con i fatti.
    In bocca al lupo per l’Olimpiade. E che sia grande pallavolo.

    • Giorgia

      La medaglia di bronzo appena vinta ai giochi olimpici spero ti faccia cambiare idea su un allenatore che negli ultimi anni ha portato l’Italia a questi livelli.

  8. Stefano

    Se i campionati di serie A1 + A2 prevedono 30 squadre ed al momento ne sono iscritte soltanto 22. Se alcuni giocatori della nazionale non hanno trovato ancora una squadra in cui accasarsi, significa una cosa sola: CHE NON C’E’ UNA LIRA (o meglio un Euro). Quindi poca filosofia, basta belle parole e torniamo con i piedi per terra. Ingaggi più bassi, tasse FIPAV ridotte; meno cene, conferenze, cerimoniali, trasferte, gettoni di presenza….. lautamente pagate con soldi pubblici; costo degli impianti inferiori… E se qualche campione nostrano trova l’AMERICA in Turchia o in Russia… arrivederci, vorrà dire che ci sarà più spazio per i giovani.
    Saluti

  9. Antonio

    Aveva creduto nell’impossibile e, proprio per questo, aveva vinto una serie di battaglie che tutti – compreso me – consideravamo perse. Ecco una qualità precipua del guerriero: capire che la volontà e il coraggio non sono affatto assimilabili. Il coraggio può scatenare paura e adulazione; la volontà, invece, richiede pazienza e impegno. In genere, gli uomini e le donne con una grande forza di volontà risultano solitari, perché rivelano una certa freddezza.
    Paulo Coelho

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