Notte prima di una finale

Vorrei scrivere questa notte, ma non posso. Così il mio modo di condividere le emozioni passa attraverso qualcosa che ho scritto anni fa, nel mio primo libro. Avevo sentito questa storia e mi era sembrata bellissima. L’ho raccontata senza sapere, senza neanche immaginare, che mi sarebbe un giorno capitato.
Domani alle 18:00. Forza, Italia!
Mauro
DEDICATO A FORREST SMITHSON

“Piove.
La pioggia serve a far pensare la gente. Se piove di sera si pensa ancora meglio.
Stasera piove.
Domani la finale.
Ho fatto e dato tutto. Non resta altro che far passare questa
notte e correre la finale. C’è solo un problema, ci sono altri sette
che stanno pensando quello che penso io. Poi domani vincerà uno
solo e la gente si ricorderà di lui e basta.
Saremo in otto a partire sullo sparo. Ciascuno lascerà i blocchi
alle sue spalle, insieme a migliaia di ore di allenamento, con
le proprie sofferenze, con le paure di aver sbagliato strada, con
tutti i dubbi sull’indomani, con le lettere spedite a casa da lontano,
con le noie accumulate sui treni delle trasferte, con le camere
d’albergo, con libri appoggiati su comodini sempre diversi,
con i dolori, con le ferite, con la solitudine.

Lo sport è solitudine.
Lo capisci subito, da quando lasci i libri per andare in palestra
e a casa ti dicono che non devi rubare tempo alla scuola. Poi
magari ti fanno fare tre ore di violino al giorno, ma quella è cultura.
Invece vincere una finale è come dipingere la Monna Lisa.
E’ il capolavoro di noi sportivi.
Una finale è l’apoteosi della solitudine. Il giorno prima ti pesa
persino parlare. Aspetti e basta. Quando hai bisogno di aiuto
lo trovi solo in te stesso. Se sai stringere i denti, se conosci la
sofferenza.

Lo sport è sofferenza.
Perché cercarti qualcosa dentro quando non hai più niente fa
male. Capire che non ne hai più è doloroso, umiliante. Quando sei
a un passo dalla sconfitta soffri e stai zitto. Dentro di te e intorno
a te il silenzio.

Lo sport è silenzio.
Il ritmo, la cadenza, il passo sono segnati dal silenzio. Il rumore
che c’è intorno non lo senti, le urla, gli incitamenti, gli insulti
sono solo rumori di fondo. Chi è fuori che urla può urlare
quanto vuole ma non riesce a entrare. Perché tu hai chiuso la porta
a chiave.

Lo sport è un istante, un refolo di vento che gira da una o dall’altra
parte.
Senza democrazia, senza giustizia, senza appello. Una finale
c’è chi l’affronta andando in fuga. C’è chi insegue, chi cade e non
si rialza più. C’è chi si rialza. La cosa più difficile è rialzarsi, ma è
anche la più bella. I grandi atleti sono quelli che dentro hanno
quell’energia che permette loro di ritornare a vincere dopo le grandi
sconfitte o dopo i grandi infortuni.
In quei momenti se sei un campione ti rialzi e ricominci da
capo, forte delle cicatrici lasciate dalle sconfitte e dagli infortuni.
Più si hanno cicatrici e più si è forti, tanto da poter andare a
cercare un altro campo dove correre, o un altro sogno da realizzare.
Facili i nostri sogni: fare dei record, vincere.
Dicono che gli atleti si dividono fra quelli che vivono per il
record e quelli che vivono per la medaglia. Come dire, quelli che
corrono, saltano, lanciano contro se stessi e quelli che corrono,
lanciano, saltano contro gli altri.
Ma domani è domenica, giorno del Signore e io non ho ancora
neppure capito se è giusto che questa finale la corra oppure
no”.

A tutte queste cose, e a chissà quante altre, deve aver pensato
il puritano Forrest Smithson, in un sabato sera di inizio secolo,
prima di correre i 110 ostacoli ai Giochi Olimpici di Londra
e vincere la medaglia d’oro, in 15” netti.
Impugnando la Bibbia nella mano sinistra.

20 Commenti

  1. nicola gobbi

    lo sport è anche soprattutto gioia…giocate con gioia, sapendo che migliaia di atleti diventano tifosi, arbitri, allenatori, dirigenti… sono voi domani giocherete una finale che migliaia di noi vorrebbero giocare… e voi vincetela per tutti noi..

  2. Bellissima storia, ma voi non sarete soli. forza ragazzi!

  3. Michela

    E allora vi e ci auguriamo che domani riusciate a dipingerne un’altra, di Monna Lisa.
    E comunque vada, non possiamo che ringraziarvi per aver riportato l’Italia negli annali dei volley, ma soprattutto per averci fatto gioire ed emozionare, e per averci appassionati a quest’avventura meravigliosa.
    Grazie!

  4. susanna

    è vero, oggi sarete due squadre a lottare.. 6 giocatori per parte, più la panchina, più l’allenatore… E solo una vincerà…E’ la legge dello sport.. Ma intanto tutte e due siete arrivate fino all’ultimo scalino, facendo provare a tutti emozioni fortissime, che non si possono cancellare, anche in caso di sconfitta.. Il sogno diventerà realtà, solo per una delle due.. ma è un sogno che merita essere vissuto.. GRAZIE per averci fatto sognare!!!! E in bocca al lupo per l’ultimo scalino…

  5. Giuseppe

    Il percorso è fatto, resta solo l’ultimo passo. La direzione è segnata… comunque vada (e andrà come tutti in cuor nostro sogniamo) sarà qualcosa che lascerà il segno e da cui si imparerà qualcosa.
    Let’s go to the goal!

  6. Bellissime parole!! Ieri grandissime emozioni e oggi credo saranno ancora più grandi. Io e tantissime altre persone saremo con voi e faremo il tifo per voi questa sera. Grazie e Forzaaaaaaaaaaaaaaa!!!

  7. Concetta

    Contavo le mie cicatrici, non ho ancora finito di contarle, ma sono pronta a sentire la forza da ogni segno lasciato nella pelle e nell’anima.

  8. Grandissimo Mister, con un grandissimo nome :-) oggi come tutta la mia famiglia ed altri italiani, saremo lì, davanti al televisore a tifare e a credere nell’impresa, perchè VOI potete farcela!! Manca solo un piccolissimo passo, perchè non farlo? In una Nazione, dove sembra che l’unico sport esistente sia il calcio, invece esistono altre realtà come la pallavolo, dove regna sovrana la purezza, la semplicità e la grandissima passione per questo sport. I motivi per guardare la pallavolo e tifare Italia sono moltissimo, oggi ne abbiamo uno in più….Forza Mister, Forza Ragazzi, regalateci un sogno atteso 6 anni! Mauro da Santo Stefano Ticino

  9. Bellissima Storia 😉 Non siete Soli, siamo tutti con Voi! E non vediamo l’ora di vivere delle Emozioni Forti che sicuramente rimarranno incancellabili dentro ognuno di Noi, qualsiasi sia il risultato, perchè avete giocato e giocherete con il Cuore. Proprio come 6 anni fa, l’11 settembre 2005, quando ho avuto la fortuna di vedervi dal vivo al Palalottomatica. Sono certa che non mi deluderete neanche questa volta! Forza Azzurri! Con affetto. Marta.

  10. Francesco

    Lo sport e’ anche giocare 5 partite di play-off scannandosi e discutendo su ogni palla, e oggi essere qui a spingere tutti insieme la nostra nazionale, la vostra (come staff) squadra!
    In bocca al lupo!

  11. Daniele

    Grazie Mister, solo Grazie!

  12. Filippo

    Un vero mantra per tutti gli sportivi,forza ragazzi!

  13. riccardo

    Ci avete fatto sognare e un po’ anche sperare… Grazie per avere riportato il volley italiano “maschile” ai livelli che gli compete… 😉
    P.s. Forza Cuore granata

  14. Lo sport è immorale, perchè non sempre chi vince ha ragione. Stavolta abbiamo ragione noi, perchè di strada ne è stata fatta tanta, tanti ragazzi partiti dalle retrovie hanno faticato, si vede, per arrivare a questo punto. Magari hanno viaggiato a testa bassa, come chi fissa un obiettivo e si concentra per raggiungerlo, ma non si sono accorti di quanti chilometri hanno pestato. Noi tifosi siamo qui per mostrarglielo e per dirgli che il loro talento, se continuano così, li farà diventare campioni.

    La fortuna è cieca, eppure a volte sembra rivolgersi solo a qualcuno. In altre occasioni ci si sentiva impotenti verso certe squadre, oggi l’Italia da una percezione diversa, sembra una squadra che ha mezzi, motivazione e di conseguenza voglia di combattere alla pari con tutti. Ma non si può combattere contro una palla “sculata” sul nastro, ne contro il “se non” di un errore arbitrale.

    Non si sa mai cosa il futuro ci riservi, ma il bello dell’oggi è la speranza che sia qualcosa di bello. Credo che molti tifosi italiani abbiano fiducia in quest’italia e che sperino in un futuro ricco di belle ed entusiasmanti battaglie.

    Forza ragazzi siete forti

  15. EDOARDO

    19/09/2011…..GRAZIE COACK, E GRAZIE RAGAZZI!!!!!!!

  16. Stefano

    Mi è piaciuta questa Italia, tanto!
    Nervosa, scorbutica, con le idee ben chiare e piena zeppa di talenti ben orchestrati.

    Trasmettere passione durante una partita di pallavolo credo sia la cosa più importante in uno sport fatto di episodi come la pallavolo, voi ci state riuscendo in pieno a mio parere.

    Abbiamo perso, ma sono ben felice di aver visto (e tifato)davanti alla TV una bellissima finale di europeo!
    Complimenti quindi al Coach Berruto e al suo lavoro che sono certo ci porterà molto in alto.
    Ancora + in alto di così intendo..

    Non ho gradito invece la coda polemica in diretta tv, ma forse parlo da arbitro..sarà per la prossima volta.

    A dirla tutta non ho gradito neppure il commento (non la parte tecnica) della Rai ma questo è un altro discorso ancora che qui non ci sta.

  17. Michelle89

    Ieri non eravate soli! Gli italiani lì a sostenervi di persone forse non erano molti,ma gli altri..quelli incollati alla sedia,nervosi,speranzosi..quelli erano milioni!
    E nonostante la finale non sia andata come volevate..come volevamo,siete stati fortissimi. Avete dimostrato di esserci,con il corpo e con la mente. Avete dimostrato di volerla quella medaglia.
    Ma avete dimostrato anche di non essere lì solo per quella,ma per dimostrare quanto sapete fare..e lo hai detto stesso tu ad un certo punto: “non me ne frega dell’oro,io voglio quel mani fuori adesso!”
    Tutto questo,tutto il vostro lavoro ed impegno,è stato ripagato da un bellissimo argento..che vale molto più di un oro adesso!!

  18. Daniela Luisa

    La finale è stata giocata. Non è stato oro? E’ comunque oro per chi vi ha seguito. Per me per esempio, che sono orgogliosa del team che ho visto con i miei occhi non risparmiarsi mai. Lo sport è solitudine come la pittura e come tutte le forme d’arte. Sei solo fino al compimento del tuo capolavoro o della tua mediocrità. Sabato e domenica ho visto la mia nazionale compiere un capolavoro, l’ho applaudita e sostenuta e ho aspettato la premiazione per sventolare la bandiera di una nazione che non mi rispecchia più, ma che ancora in questo sport cerca e quasi sempre trova valori fondamentali, desueti ma indispensabili per autodefinirsi “civili”, condizione latitante al Wiener Stadthalle.
    Il cammino è lungo, e anche faticoso, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti, nel bene e nel male. Giappone e Londra aspettano i nostri ragazzi, e noi non facciamoli aspettare …

  19. Ferdinando

    Lo sport e’ il viaggio.
    Puoi arrivare in finale, puoi vincere, puoi perdere,
    ma la strada che ti ha portato li non cambiera’.

    Grazie per il meraviglioso viaggio che ci avete fatto fare
    in questo europeo.

  20. giuseppe terzo

    Sig. Berruto buonasera è la prima volta che le scrivo e vorrei avere il piacere di condividere con lei alcune impressioni sugli europei femminili appena conclusi.
    Alcune considerazioni preliminari:
    . le azzurre hanno vinto due titoli europei consecutivi pretendere che si debba sempre e solo vincere nello sport è da sciocchi anche se c’è modo e modo di perdere e non mi sembra che le azzurre in questo fine settimana siano state inappuntabili
    . a mio avviso ci sono due elementi positivi: la prestazione della Leonardi (8) bravissima e della Arrighetti (7) che ha fatto bene quello che le era richiesto
    Ma per il rispetto che Barbolini e le ragazze meritano mi sembra comunque giusto osservare:
    . Piccinini inguardabile (3) che senso ha tenerla in campo arrecando un danno visibilissimo alla squadra?
    . provare con costagrande/del core in banda ortolani opposto era cosi fantasioso?
    . perchè includere nelle 12 convocate ben 4 dicasi 4 centrali siamo davvero cosi a corto di alternative in banda?

    La ringrazio per l’attenzione che vorrà prestarmi. buonasera

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