Padre Pedro. Dedicato a chi pensa che lo sport non possa cambiare il mondo.

Ho conosciuto la storia di Padre Pedro Opeka, nel 1994 nel corso dei miei studi antropologici in Madagascar.

Io ero laggiù, 25enne, a guardare il mondo da un punto di vista diverso. Lui, per cambiarlo.

C’erano i mondiali di calcio negli USA, quelli del famoso rigore di Roberto Baggio. Io mi stavo avvicinando al mondo dello sport, in quel momento poco piu’ di un divertimento. Per lui, cosa serissima.

Padre Pedro insegnava allora calcio e catechismo sulle montagne di immondizia della piu’ grande discarica di Antananarivo, capitale di uno dei paesi piu’ poveri del mondo. Perfino la discarica rifletteva questa poverta’.

Nel corso di questi anni Pedro ha insistito nella sua follia, e’ stato candidato al premio Nobel per la Pace, decorato con la Legion d’Honor, ha fatto sentire la sua voce forte nel corso dei disordini di Antananarive nel 2002  ma, soprattuto, ha accolto 250.000 persone e  ha continuato a costruire speranza sulla miseria, non mollando mai di un centimetro.

Con il pallone ed il Vangelo, in mezzo ai rifiuti.

Abbiamo percorso strade diverse, oggi ho scoperto casualmente che in Italia e’ stata fondata un’associazione di suoi amici, gente che lo ha conosciuto nel suo stadio di immondizia: www.amicipadrepedro.org

Avevo scritto di lui nel mio primo libro.

Oggi, chissa’ perche’ ho voglia di riportare qui quella pagina e, soprattutto, ho voglia di incontrare di nuovo Pedro.

Anzi, sono certo che succedera’.

 

 

DEDICATO A PADRE PEDRO

Padre Pedro è di origine slovena. Ha passato l’infanzia in Argentina e ha studiato teologia in Francia.

Padre Pedro ha la passione del football.

Padre Pedro ha fondato un villaggio sopra la discarica di Andralanitra, Antananarivo, Madagascar, Africa.

Padre Pedro ha costruito un villaggio alla gente che viveva lì, perché in una discarica si trovano cose da mangiare.

Padre Pedro è amato dai bambini.

Padre Pedro i bambini li conosce e subito li incanta.

Padre Pedro i bambini li conosce e li incanta perché li fa giocare a calcio. Sulla spazzatura.

Padre Pedro insegna il Vangelo, ma solo dopo il calcio. Perché altrimenti i bambini andrebbero da un’altra parte.

I bambini di Padre Pedro conoscono Gesù e Roberto Baggio;

e se chiedi loro la differenza, ti rispondono che Gesù non avrebbe mai sbagliato un rigore in una finale del campionato del mondo.

 

(da Mauro Berruto – “Andiamo a Vera Cruz con quattro acca. Storie di sport e scacchi matti” – Bradipolibri Editore, 2005)

 

 


1 commento

  1. Che fortuna quando si incontrano persone capaci di cambiare il Mondo!
    Grazie di aver condiviso la pagina web dell’associazione.

    Matteo

Lascia un commento

  • RSS
  • Twitter
  • Facebook
  • LinkedIn
  • YouTube